Il museo delle insegne al neon di Las Vegas

Scritto da Lucia Mer, 14-12-2025 alle 16:25

Welcome to fabulous Las Vegas


Enormi cartelloni luccicanti che colorano la città e illuminano la notte: queste sono le prime immagini che saltano alla mente pensando a Las Vegas. La famosa insegna "Welcome to Fabulous Las Vegas", disegnata da Betty Willis, accoglie i visitatori alle porte della città dal 1959 ed è entrata nell'immaginario collettivo grazie alle innumerevoli apparizioni in film, fotografie, reportage televisivi, materiale pubblicitario, opere d'arte, cartoline e quant'altro.

Un passato sfavillante

Il primo cartellone al neon fu installato a Las Vegas nel 1929 dall'Oasis Cafè di Fremont Street. Tra gli anni '30 e gli anni '60, in coincidenza con la diffusione delle macchine e l'aumento dei motociclisti sulle strade, il neon visse un periodo d'oro e apparve nella quasi totalità delle insegne cittadine: i colori brillanti e le luci intermittenti erano un ottimo strumento di marketing e attiravano irresistibilmente lo sguardo dei guidatori notturni in giro per la città. 

In anni più recenti, però, le nuove tecnologie hanno preso il sopravvento e stanno pian piano soppiantando le vecchie insegne al neon. I monitor con schermi LED e LCD richiedono minor manutenzione, sono visibili di giorno e di notte e permettono di mostrare diverse immagini in rapida successione.

Nel 2025 è stato fondato il Neon Museum per la preservazione dei cartelloni al neon in disuso. Il museo, situato nella zona est di Las Vegas, comprende una vasta area all'aperto che si estende per diversi chilometri e ospita il Neon Boneyard, il cimitero dei neon, in cui le insegne in disuso dei casinò e dei locali di intrattenimento vengono conservate ed esposte al pubblico.

Le luci del tempo che fu

Nel Neon Boneyard i cartelloni sono raggruppati tematicamente a seconda della tipologia di locale dal quale provengono (motel, casinò, wedding chapel) in modo da conferire loro una sorta di narrazione.
L'insegna più vecchia della collezione apparteneva al ristorante Green Shack, operante negli anni '30. Nel Boneyard sono conservati anche il cartellone originale del Moulin Rouge, il primo casinò integrato di Las Vegas, e quello iconico dello Stardust Resort & Casino, abbattuto nel 2025 per far spazio al nuovo casinò Echelon Place (tuttora in via di costruzione). Altre insegne notevoli esposte qui sono il gigantesco teschio della Treasure Island, visibile dalle immagini satellitari di Google Maps, e il cartellone del casinò Coin Castle, il castello delle monete, che ha campeggiato su Fremont Street per quasi trent'anni: ritrae un re dalle cui mani sgorgano monete d'oro.

Neon Boneyard a Las Vegas

Un punto di incontro per artisti e curiosi

Il Neon Museum si autofinanza tramite tour guidati ad opera di volontari. I tour, rivolti a gruppi di 20 persone al massimo, si svolgono due volte al giorno e durano circa un'ora. I volontari portano in giro i turisti all'interno del Neon Boneyard e, oltre a fornire informazioni generali sulla città di Las Vegas, raccontano le loro storie private, trasformando le visite guidate in un'incredibile fonte di narrazione orale. "Tra i nostri volontari ci sono una ex-showgirl che narra gli aneddoti di quando si esibiva al 'Lido de Paris' e un ex procuratore distrettuale che racconta storie di gangster e malavita" dice Danielle Kelly, Operations Manager del museo. 

Il Neon Boneyard è regolarmente frequentato da produttori televisivi e cinematografici che lo usano come location per film e produzioni di vario genere. Il cimitero dei cartelloni rappresenta un richiamo irresistibile anche per fotografi, artisti, architetti e (sorprendentemente) docenti universitari. La fotografa Judy Natal ha pubblicato Neon Boneyard: Las Vegas A-Z, un libro di fotografie che raccoglie immagini delle insegne presenti nel museo tra il 2025 e il 2025. Qui una rassegna delle immagini.

Neon Museum P.O Box 147 Las Vegas, NV 89125-0147

 

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